Una porta sulla città, verso Matera 2019
“L’irrealtà, o meglio la realtà apparente, è uno degli obiettivi della mia ricerca. Lavoro con l’immagine di sintesi per ricreare universi impossibili ma anche immagini fotorealistiche, che documentano e testimoniano momenti quotidiani di vita, legati alla memoria e al ricordo.Sembra di trovarsi di fronte a finestre socchiuse, campi di papaveri, nature morte, paesaggi, piante che si muovono al vento, e in effetti lo sono; ma sono piante finte mosse da un vento finto su uno sfondo che riproduce una finta natura. Nulla di ciò che qui appare reale proviene dal mondo vero, tangibile, analogico. Le immagini sono puri vettori sintetizzati all’interno dell’elaboratore. Si crea così un cortocircuito dello sguardo: ciò che appare fotografia dal vero non lo è. In tal senso l’uso del 3D è più vicino alla pittura e alla scultura di quanto non lo sia all’immagine fotografica e alla ripresa video; appartiene infatti al dominio del togliere e aggiungere materia: ogni elemento viene plasmato e modellato usando poligoni geometrici e rivestito con textures. Ciò che cambia è la consistenza della materia utilizzata: non il marmo, il legno o la tempera, ma il lume inconsistente e impalpabile dei pixel. Inoltre permette, almeno in fase di elaborazione, di superare lo scoglio della bidimensionalità. Perché ogni elemento modellato può, attraverso obiettivi e zoom digitali (dunque ancora virtuali, ancora finti), essere esplorato da ogni punto di vista. Garantendo così l’utopia dello sguardo totale. Una volta renderizzata (elaborata), l’immagine riacquista la sua valenza bidimensionale e univoca, ma porta dentro di sé una stratificata carica concettuale. Proprio questo elemento invisibile investe l’opera di contenuti sottesi, ambiguità, speranze di decodificazione. Negli ultimi anni ho scelto di lavorare con tale tecnica per tutte queste ragioni, considerandola sempre un mezzo non da effetti speciali ma dalle infinite occasioni esegetiche.” Mariagrazia Pontorno
L’artista Mariagrazia Pontorno è stata invitata dall’associazione Matera 2019 per dare inizio al progetto artistico Cadmos: un calendario di eventi artistici bimestrali da distribuire su due bienni per la candidatura della città di Matera a Capitale europea della cultura nel 2019. Cadmos prevede l’avvicendarsi di artisti europei emergenti che ciclicamente realizzeranno per Matera opere artistiche inedite ispirate a diversi luoghi della città e del territorio: la loro crescita artistica si unirà alla crescita culturale dell’intera comunità che si farà coinvolgere da questa programmazione aperta al protagonismo propositivo del territorio.
Mariagrazia Pontorno, video artist, rappresenta l’Italia e aprirà la “porta verso Matera 2019”. L’artista ha svolto la sua residenza a Settembre 2009, quando gli è stato chiesto di lavorare sui Sassi di Matera e creare un’installazione video in tre dimensioni a partire dai rioni antichi di Matera, ispirandosi al tema del primo anno di ricerca di Cadmos, “città-laboratorio”.
Di ritorno a Matera a Ottobre 2009, in compagnia della curatrice prof.ssa Silvia Bordini, la Pontorno porta con sé il suo elaborato: una video-installazione che si articola in otto luoghi degli antichi Rioni di Matera, in cui attraverso un lavoro sulla memoria degli abitanti dei Sassi e una rielaborazione del paesaggio naturale e antropizzato, vengono proiettate immagini che sintetizzano e riproducono scorci dell’antica città scavata nella roccia di tufo. E’ una città – scrive Pontorno – che si arrampica sulla roccia, scavata nella roccia. E’ primordiale e umana, preistorica e civile nello stesso tempo. Pensi sia lì da sempre, e comprendi perché molti registi l’abbiano scelta per figurare paesaggi estinti da millenni. Attraverso le installazioni dell’artista i Sassi di Matera appariranno ai suoi abitanti e ai visitatori, nuovi, diversi: la proiezione dell’irreale sul reale, del presente sul passato. La Murgia è la madre di Matera. – continua Mariagrazia Pontorno – Dall’aspra campagna rocciosa lo sguardo passa al Sasso Caveoso, che pare aver addomesticato l’ostilità della pietra; sino al Barisano, perfetto equilibrio di natura e cultura. Un rapido movimento della testa racconta la storia dell’uomo, come nel cinema una panoramica.
Il viaggio di Cadmos alla ricerca di Europa non si limita però ad un percorso di creazione artistica: comporta una serie di incontri con le realtà locali che si faranno avanti ed attraverseranno le soglie con noi. Per questo primo evento, il Liceo artistico Carlo Levi ospita la Pontorno per un laboratorio all’aperto con gli studenti che gli permetterà di imparare le basi della video-art a partire dal territorio della Murgia, e di creare in un secondo momento dei video sul tema dicotomico dell’anno: i migliori saranno esposti sul sito www.matera2019.it per iniziare il percorso di coinvolgimento e di selezione qualitativa per la candidatura di Matera. La curatrice Silvia Bordini incontrerà i docenti del Liceo artistico per una lezione introduttiva sulla storia della video-art, permettendogli cosi di acquisire nuove conoscenze in materia e allargare i propri orizzonti.
Infine, le due ospiti incontrano le associazioni e gli operatori culturali che potranno discutere con loro delle attività svolte sul territorio lucano e delle prospettive future di collaborazione.
Questo è Cadmos: un percorso di crescita e di scoperta reciproca…
