Progetto Cadmos
Il percorso che vedrà Matera candidarsi al titolo di Capitale europea della Cultura nel 2019 passa per una riformulazione della proposta culturale della città sia dal punto di vista qualitativo che da quello dei contenuti: ciò implica che la città inizi da subito ad allineare la sua programmazione artistica e culturale in funzione dei 2 criteri sui quali si baserà la selezione nel 2013, da parte della giuria di esperti internazionali nominati dalla Commissione europea:
- da un lato la dimensione europea delle manifestazioni culturali,
- dall’altro la città e i cittadini.
Il calendario di eventi culturali “Cadmos”, che viene qui proposto dall’associazione “Matera2019”, risponde a questa doppia esigenza attraverso la sua architettura particolare che mira alla sensibilizzazione della popolazione locale non soltanto stimolando incontri regolari con artisti europei emergenti, ma fondando la programmazione stessa sulla partecipazione delle diverse realtà attive sul territorio, mettendone cosi alla prova lo spirito ricettivo e propositivo e rispondendo all’esigenza partecipata . Perseguendo l’“irrigazione culturale” della Regione Basilicata, “Cadmos” è pensato inoltre in funzione sia di una sua progressiva amplificazione dal punto di vista degli attori coinvolti, che di una sua diramazione nel territorio circostante.
La leggenda dell’antico mito dell’eroe semita Cadmos fondatore di Tebe, che partì da Oriente per cercare la carissima sorella Europa rapita da Zeus sembra segnare questo filo diacronico, che pone Matera al centro di un percorso dialettico tra civiltà mediorientali-mediterranee ed europee, in un viaggio da Est verso Ovest in cui si compie la fusione tra le culture mediterranea ed europea.
Cadmos quindi come metafora della ricerca, del viaggio, dell’attraversamento delle soglie, dell’incontro, della fusione…
Cadmos quindi è il titolo che si è voluto dare al calendario quadriennale di eventi, perché questo è lo spirito che ispira la sua programmazione e il significato stesso del percorso di candidatura della città di Matera. Un viaggio dall’esito ignoto che persegue un obbiettivo, la cui importanza non risiede tanto nel raggiungimento di un traguardo quanto nella scelta di intraprendere il cammino verso un obbiettivo collettivo, nel desiderio di attraversare insieme – malgrado gli ostacoli e gli interessi divergenti – delle soglie in vista della costruzione consapevole di un orizzonte condiviso.
Al di là della retorica, “Cadmos” è un calendario concreto di eventi culturali bimestrali da distribuire su due bienni:
- il primo da Ottobre 2009 ad Agosto 2011,
- il secondo da Ottobre 2011 a Agosto 2013,
data in cui la città di Matera avrà presentato la sua candidatura ufficiale al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si tratta dunque di 24 eventi in 4 anni.
La programmazione bimestrale prevede dunque 6 incontri culturali europei l’anno: si tratterà di invitare a Matera un artista emergente europeo ogni due mesi. In un anno verranno dunque rappresentati 6 paesi europei. Seguendo questo ritmo bimestrale, i quattro anni di programmazione permetteranno alla città di Matera di ospitare un artista per ognuno dei 27 paesi dell’Unione europea (unica eccezione il mese di Aprile 2011 che accoglierà in un’unica volta tre artisti dei seguenti paesi: Lettonia, Estonia, Lituania). L’ordine prescelto per i paesi è cronologico, in funzione dell’entrata di ogni paese all’interno dell’Unione Europea (qualora fossero entrati più paesi in un anno, allora si procederà in ordine alfabetico): tale scelta permette di avere un carattere oggettivo, ma anche di rispondere ad un esigenza didattica di diffondere la cultura europea partendo dall’insegnamento della costruzione di tale istituzione.
- Ogni anno esplorerà uno dei quattro temi dicotomici individuati dall’associazione per la candidatura di Matera: città – laboratorio ;
- continuità – discontinuità ;
- acqua – pietra ;
- europa – mediterraneo.
Le tematiche prescelte sono ampie in modo da approfondirle progressivamente e individuare concretamente come declinarle in funzione della programmazione artistica ed infrastrutturale sulla quale basare la candidatura della città.
La scelta degli artisti verrà fatta in funzione di diversi criteri, ma saranno preferite le espressioni artistiche emergenti, in quanto investimento nel percorso di crescita artistica e culturale reciproco – della città e dell’artista. L’associazione “Matera 2019” ha inoltre già preso contatto con le ambasciate presenti in Italia (tramite i loro addetti culturali) per avere ottenere consigli e/o una rosa di nomi di artisti da coinvolgere. Infine si cercherà di trovare delle forme espressive che possano trovare delle convergenze con quelle già presenti sul territorio lucano, in modo da unire dimensione europea e dimensione locale, senza peccare di esterofilia, bensì favorendo un incontro tra linguaggi artistici che a priori non hanno seguito lo stesso percorso creativo.
L’apertura annuale del ciclo di eventi (a Ottobre di ogni anno) affiancherà all’incontro culturale europeo un convegno formativo che approfondirà la tematica dicotomica dell’anno in questione: si tratta di creare un contenitore comune per nutrire il dibattito sui temi della candidatura della città a partire dal bagaglio di esperienze e competenze di esperti esterni che possano arricchire lo sguardo locale con nuove dimensioni. La Commissione europea sottolinea la necessità di fare tesoro delle esperienze di candidature passate, nonché di bilanciare la conoscenza del territorio della base culturale locale già attiva con le visioni di esperti internazionali in cadmos di proposta culturale. L’incrocio di sguardi e competenze è necessario e fondamentale per aspirare ad una visione più ampia e complessa del contenuto della candidatura in ambito culturale europeo nel 2019.
L’incontro culturale europeo si declina dunque in più tappe:
- soggiorno dell’artista per impregnarsi della città di Matera
- creazione dell’opera in loco
- istallazione-inaugurazione: incontro con l’artista
- seminario didattico con le scuole (a rotazione, ogni scuola si proporrà per allestire un percorso di informazione riguardo il paese in questione, la sua entrata nell’Unione europea, le forme artistiche emergenti…)
- workshop aperto al pubblico (in quest’ambito si svolgerà l’incontro tra l’artista europeo e gli artisti locali le cui espressioni artistiche si avvicinano e quelle dell’ospite in questione. Si potrebbe inoltre pensare ad un’improvvisazione congiunta)
- donazione opera e scambio dono offerto dalla città di Matera “verso Matera2019”
“Cadmos” intende mettere alla prova l’attrattività e la creatività delle diverse realtà attive sul territorio. Si tratta di un modello culturale aperto, uno scheletro di proposta di collaborazione e di coinvolgimento della comunità: è un work in progress che vuole fare appello al protagonismo propositivo di ognuno per tessere e ampliarlo progressivamente a tutto il territorio. Ispirato al meccanismo di partecipazione della candidatura di Marsiglia 2013, “Cadmos” necessita che per ogni incontro europeo e per ogni appuntamento dell’incontro si facciano avanti le scuole, le associazioni culturali, gli operatori culturali, i comuni… con proposte innovative di partecipazione e di progettazione dei contenuti, per orientare di volta in volta il viaggio della figura mitologica alla ricerca di Europa…
Il percorso di candidatura è un percorso di conoscenza reciproca, di scoperta delle proprie risorse, di crescita collettiva guardando un obbiettivo che deve accomunarci non nei contenuti quanto nell’orientamento delle nostra azioni specifiche. Non si tratta di aderire senza capire, bensi di condividere la procedura di candidatura, i suoi contenuti, i suoi criteri, e costruire insieme il percorso. Solo cosi la scommessa si avvererà valida per ognuno di noi, a prescindere dalla vittoria.
Aprire sulla città la “porta versa Matera 2019”, una soglia che vuole essere il simbolo dell’incontro, il luogo dell’interpretazione reciproca, il segno di una volontà di andare oltre, di accogliere, di esplorare. Il progetto Cadmos sarà la metafora di questa ricerca, di un viaggio che passa inevitabilmente dall’attraversamento di soglie, da incontri che trasformano e completano. Per una città che da decenni è alla ricerca di una sua capacità di auto-rappresentazione e che finalmente può avvalersi di un involucro da riempire di contenuti che partendo dalle sue incertezze e diffidenze potranno assicurarne le certezze, facendo suo gli sguardi esterni che si affacceranno su di lei, senza i quali il percorso di ricerca identitaria rischia di inaridirsi e irrigidirsi in una pericolosa auto-referenzialità.
