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CITAZIONI D’AUTORE
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A
“Ritrovasi una bella valle ove posta la città di Matera. Giace una parte di essa in due profonde valli e la terza parte sopra gli altri luoghi che signoreggiano all’antidette Valli. Il che da occasione agli habitatori del luogo di far parere una bella simiglianza del Cielo sereno di chiare et spendenti stelle ornato. Così ordinando tanto spettacolo, secondo che piace alli maggiori della Città, comanda il banditore che ciascuna famiglia di quelle delle Valli, tramontato il sole, incontinente dimostrino il lume davanti le loro case, dato il segno consueto. Onde così eseguito, pare a quelli che sono nella terza parte de la Città sopra il colle, di vedere sotto ai suoi piedi il cielo pieno di vaghe stelle distinte in diverse figure…In vero egli è questo un curioso spettacolo da vedere, et anco udirlo narrare”
(Leandro Alberti, 1550)
Matera è stata il punto di riferimento per una speranza più concreta, un mondo che una volta risolto (data la confluenza di problemi organizzativi, professionali e culturali) avrebbe potuto divenire l’inizio di un metodo nuovo, più complesso e completo di fare architettura. Il fatto che Matera divenisse man mano campo di indagini sociologiche prima, di proposte di pianificazione regionale e comunale poi, infine di realizzazioni edilizie di notevole ampiezza, portava soluzioni che, superata la denuncia o la constatazione, indicassero un metodo rinnovatore delle idee e dei mezzi espressivi.
(Carlo Aymonino, 1959)
B
“…Ma questo degradare e sovrapporsi di case e casette, è solo apparentemente caotico, perché poi risulta costruito con molti accorgimenti e riguardi alla configurazione dello scosceso canalone di pietra, che, appunto, costituisce tanto il Sasso Barisano, quanto, all’altro capo della cittadina, il Sasso Caveoso…Davvero rimasi sorpreso della bellezza e della nobiltà antica di questo aggregato edilizio, fra i più antichi e meglio conservati di tutta l’Italia”.
(Cesare Brandi, 1960)
C
I Sassi non furono svuotati in blocco e in uno stesso momento. L’evacuazione cominciò intorno al 1955 e andò avanti lentamente, negli anni. Sul principio, e per i primi trasferiti, l’impatto con i nuovi rioni fu traumatico. Le nuove case erano periferiche rispetto all’antico cuore della città…Alla vita di vicinato si sostituì quella di appartamento. Non c’era più il fiato della vicina; ma c’era la vasca da bagno, il riscaldamento e, soprattutto, il telefono e la televisione.
(Giovanni Caserta)
Il rabdomante… questa figura doveva comunque muoversi e vivere in un posto dove si potesse far vedere che c’era molta vita e quindi i campi intorno a Matera, poi il grano tagliato e bruciato… poteva dare il senso di unità, dà il senso di unità.
(Fabrizio Cattani)
“…nel Sasso si susseguono, s’intersecano, convergono e si biforcano viuzze in forte pendenza. Le case si succedono dall’alto in basso senza alcuna preordinata disposizione, ma in tal numero e per tale altezza che, osservate di fronte, offrono una vista mirabilmente fantastica, che goduta una volta non si dimentica giammai…
E’ un succedersi, un alternarsi, un confondersi di porte e di finestre di ogni tipo e dimensione, di campanili e di piccole torri con belvedere, di scalinate.
E’ un continuo variare di luci e di ombre, è un gioco pittoresco di colori, è un miscuglio di strade, di parapetti, di archi, di davanzali, di comignoli, di balconi, di mensole, di logge, in cui invano cercheresti una simmetria, un allineamento, un ordine qualsiasi. E su questa grande scena si agita la vita, in questo quadro bellissimo e vario si inserisce il motivo ancora più bello offerto dall’attività umana.”
(Carmelo Colamonico, 1927)
Rivendichiamo una città del necessario: una città come giardino dell’intelligenza. Nessuno ha più esperienza dell’artista nell’usare con cautela le materie, lo spazio, i piani e le forme esistenti che dovranno essere protetti nella loro integrità e spirito. L’artista non verrebbe a Matera per proporre il suo lavoro ma per portare la sua dedizione nel toccare una particolare opera d’arte. Ecco, i Sassi di Matera vanno considerati come opera d’arte in sé e come fantastico modo di vivere con l’oggetto.
(Pietro Consagra, Lettera ai materani, 1978)
Gli anni Cinquanta videro Matera al centro di un intenso dibattito politico e culturale, sollecitato da urbanisti e sociologi non solo italiani. Il disegno politico e quello culturale si integrarono perfettamente a costituire la grande lezione del “caso Matera”: la politica come progetto socio- culturale ed alimento dell’evoluzione della comunità…Nasceva la prima sistematica indagine conoscitiva su Matera, promossa dall’Unrra-Casas e dall’Inu (Istituto Nazionale di Urbanistica) per iniziativa di Adriano Olivetti e di Frederick Friedmann…Obbiettivo dell’inchiesta fu la predisposizione di nuovi spazi da assegnare alla società congestionata dei Sassi, favorendo il trasferimento degli abitanti in nuovi contesti ed il concretizzarsi di alcune operazioni urbanistiche… In questo quadro si inserisce il primo provvedimento approvato dal parlamento, che a partire da questo momento avvia una politica di legislazione speciale per il risanamento dei Sassi.
(Mario Cresci)
Una riflessione sulla città e sul suo sviluppo dimensionato comincia a scandirsi molto radicalmente a partire dagli anni Sessanta,…, in un contesto culturale di sensibilità al valore delle risorse naturali e storico-artistiche e di attenzione al problema della qualificazione dei centri storici; la legge ponte N. 765 del 1967 stabilì…la perimetrazione, cioè l’individuazione del centro storico nell’assetto territoriale delle città…
La L.771/86, guarda al futuro dei Sassi, con l’obbiettivo di renderli sede di attività integrate ai processi del sistema urbano e funzionali allo sviluppo di Matera…Alla base della sua interpretazione c’è la qualità acquisita da Matera di città internazionale, “in considerazione del valore non certamente solo nazionale del patrimonio storico, architettonico e ambientale del rione Sassi”.
(Mario Cresci)
D
La autoctona cultura contadina ha una secolare tradizione: come ben si vede in quello straordinario complesso di oltre cento chiese rupestri, la cui individuazione e salvezza si deve al gruppo della Scaletta che v’ha dedicato anni di fervida ricerca silenziosa e disinteressata. Ogni architettura dei Sassi ha una sua storia che qui non si può sfiorare neppure: certo è che San Francesco ha una rinnovata facciata, che è un raro esempio di rococò contadino; così come la consorella chiesa di Santa Chiara presenta sulla severa facciata un’imponente finestra termale di inequivocabile memoria palladiana.
(Cesare De Seta)
G
La vita della famiglia, nel “vicinato”, si svolgeva secondo una serie di norme consuetudinarie, tacitamente accettate e rispettate da tutti, che portavano gli abitanti ad aiutarsi, a proteggersi e a conoscersi l’un l’altro.
(Antonio Giampietro)
Alcune parti della città sono antiche di duemila anni e assomigliano tantissimo al paesaggio che doveva esserci in Giudea. L’architettura, le rocce e il paesaggio circostante ci hanno fornito uno sfondo eccezionale, che abbiamo preso in prestito anche per creare i nostri set a Cinecittà. Abbiamo fatto molto affidamento sulla vista che si aveva lì. La prima volta che ho visto Matera, ho perso la testa, perché era semplicemente perfetta.
(Mel Gibson, 2003)
“Alcune parti della città sono antiche di 2000 anni, e l’architettura, i blocchi di pietra, le zone circostanti e il terreno roccioso aggiungevano una prospettiva ed uno sfondo che noi abbiamo usato per creare gli sfondi per i nostri imponenti set di Gerusalemme. Noi abbiamo fatto molto affidamento sulla vista che c’era li’. In effetti la prima volta che l’ho vista, ho perso la testa, perche’ era semplicemente perfetta.”
(Mel Gibson, 2003)
Se vogliamo cogliere le origini vere ed accertate dell’attuale forma urbis dobbiamo infatti riferirci alla città fortificata della Civita, di chiaro impianto medievale, posta sulla collina della Cattedrale e circondata dalle vecchie mura e dalle fortificazioni di origini longobarde. I quartieri sottostanti, cioè i famosi Sassi, vennero molto dopo, ed erano allora delle vallette boscose, abitate da rare postazioni agricole o pastorali. Solo nei secoli dell’età moderna la città assunse una più marcata organizzazione urbana, soprattutto dopo che Matera venne aggregata alla provincia della Basilicata, divenendone capoluogo (1663).
(Raffaele Giura Longo)
I
Oggi, la capitale del mondo contadino – col suo “unicum” di storia, di valori, di straordinarie testimonianze architettoniche – appartiene al mondo intero. La sessione plenaria del World Heritage Unesco ha incluso i Sassi tra i beni comuni dell’Umanità. E’ avvenuto a Cartagena il 19 dicembre ’93. Una data storica.
(Giuseppe Iaculli)
Da qui è nata la cosidetta civiltà sociale fatta di tradizioni, usanze e modi di vivere tramandati oralmente di padre in figlio che costituiscono quel bagaglio culturale importante per ogni popolo.
(Antonia Intini)
“…se vi verrà fatto di scendere per una delle lunghe scale tagliate nel tufo calcareo in uno dei due baratri, non vi basterà una giornata intera e due vi sembreranno anche scarse ad una curiosità che a mano a mano si farà sempre più esigente. Questa Matera vi si rivelerà come degli spettacoli più eccezionali del pittoresco urbanistico italiano, in due sensi : nel portentoso variare delle prospettive di rupe e di abisso, e nella minuzia sorprendente e nella inesauribilità dei particolari di arte delle sue costruzioni. A chi non abbia veduto potrà sembrare enorme, assurdo, il fare accostamento fra la Matera dei Sassi e città di famosa bellezza quali Venezia o Siena; ma in ultimo la somma delle constatazioni, delle impressioni gustose, delle considerazioni non vi risulterà inferiore, fatta la proporzione dei complessi urbanistici, con in più la novità piacevole della sorpresa.”
(Giuseppe Isnardi, 1953)
L
Io mi sono sentito sollecitato a dire qualcosa attraverso la letteratura o attraverso la strada cioè attraverso quello che sentivo nell’aria e che mi dava la voglia e la forza di intervenire e di coagulare il tutto in una storia che impressionasse il pubblico.
(Alberto Lattuada)
Matera è il primo sito al mondo dichiarato paesaggio culturale e la città può assumere un ruolo proprio nel documentare, affermare e diffondere questa nuova estensione della nozione di bene…L’esperienza dei Sassi è di interesse straordinario per tutti i paesi del Mediterraneo e del Sud del mondo che presentano realtà architettoniche e ambientali simili…L’iscrizione dei Sassi nella lista del patrimonio mondiale è basata proprio sull’individuazione di segni minimali che racchiudono in materiali non preziosi la sapienza di un popolo, su elementi singoli che acquistano rilievo solo nell’insieme. Essi costituiscono un tutto, espressione di una cultura e di una concezione del mondo da cui abbiamo ancora molto da apprendere.
(Pietro Laureano)
Dentro quei buchi neri, dalle pareti di pietra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha, in genere, una sola di quelle grotte per tutta l’abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini e bestie. Così vivono le persone… Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie; e le mosche che si posavano sugli occhi, e quelli parevano che non le sentissero. Era il tracoma. Sapevo che ce n’era quaggiù; ma vederlo così, nel sudiciume e nella miseria, è un’altra cosa.
(Carlo Levi)
Questa è la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antichissima civiltà. Chiunque veda Matera non può restarne colpito, tanto è direttamente espressiva e toccante la sua dolente bellezza. In essa vive la miseria nobile e civile dei contadini, filtrata attraverso l’eterno del tempo, continua sotto tutti i soli e tutte le piogge, ripiegata su sé stessa, chiusa nella terra come una cosa preziosa, di fronte ad un mondo ostile.
(Carlo Levi, 1952)
M
” …Sembra che solo le grotte servissero di abitazione negli antichissimi tempi, giacché le case hanno l’apparenza di essere state costruite nel sedicesimo secolo… Visitai parecchie di queste grotte, e non senza pericolo perché al minimo passo falso, sarei potuto cader giù nel precipizio e sfracellarmi…”
(Cul de Salis Marschlins, 1790)
O
Non è che io amo Matera, ma in essa ho trovato la radice cosmica dell’uomo. L’eco che si avverte nelle sue Gravine è quello che si perpetua da quando l’uomo si è insediato in questo luogo. La scelta di Toledo per El Greco non fu casuale, come per me è stata casuale la scelta di Matera. Già nei volti stessi degli uomini che sostano nella piazza si può leggere un passato nobile; l’architettura che li circonda è fatta a misura d’uomo. A differenza delle altre città, Matera, da qualunque parte si arrivi, non si vede: è nascosta; la si scopre entrando, penetrando le sue vie.
(Josè Ortega)
Facendo i miei calcoli, credo di dover qualcosa a Matera, perché ho incontrato laggiù l’elemento artigianale che è alla base di questo lavoro: la cartapesta. Io credo di aver aperto una prospettiva: quella di dare qualità artistica alla cartapesta, recuperando ai fini della grande battaglia dell’arte una modalità dell’espressione… Questa solidarietà nell’opera è stata la caratteristica costante del nostro lavoro e l’espressione delle grandi riserve di valori umani di questa gente dei campi, uomini semplici, buoni, che costituiscono la base della popolazione materana.
(Josè Ortega)
P
“La città è di aspetto curiosissimo e viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio e sulla pietra nativa e asciutta, seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza. I lumi notturni la fan parere un cielo stellato e si scorge molto abitata, con gli ordini civile, nobile e popolare.”
(Giovanni Battista Pacichelli, 1703)
” Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia.”
(Giovanni Pascoli, 1884)
La prima volta che sono venuto da Voi ad Assisi, mi sono trovato accanto al capezzale il Vangelo: vostro delizioso – diabolico calcolo! E infatti tutto è andato come doveva andare: da voi, quel giorno l’ho letto tutto di seguito, come un romanzo. E nella esaltazione della lettura mi è venuta tra l’altro l’idea di farne un film.Scartata la Palestina perché territorio ormai decomposto e irriconoscibile, il luogo cercato dal regista – il luogo dove esiste “il sole, il sole vero, il sole ferocemente antico” – risultò Matera, con i suoi Sassi ed il suo altopiano murgiano.
(Pier Paolo Pasolini, 1963)
“Matera: una città straordinaria…Sembra che ci si affacci a un sottosuolo scoperchiato e abitato, che nell’insieme forma una città maggiore. Una tale adunanza di semicarvenicoli, in cui si prolunga senza soluzione di continuità l’esistenza dalla preistoria, non ha paragoni in Europa, ed è tra i paesaggi italiani che generano più stupore”.
(Guido Piovene, 1957)
R
Chi, lasciato alle spalle le cose della nostra Civita… si spinge fino al ripido ciglione della Gravinae ne guarda dirimpetto l’altra sponda, scorge sull’alto, sia sulla Murgia Grande (Timone), sia alla Murgecchia, numerose grotte dirupate e deserte, e sente spontaneo il desiderio di sapere diche natura siano quelle roccie e chi abbia fatto quelle tante escavazioni! Alla prima domanda sipuò oggi rispondere in due parole: le pareti stratificate della gravina sono fatte di calcarecompatto del periodo cretaceo e sono di origine marina… Quando e da chi furon scavate quellegrotte e le tante altre, che si incontrano aggruppate sui fianchi della gravina? Parecchie di essefurono chiesette con architettura ed immagini bizantine, altre diventarono laure, specie dicenobii primitivi, ed erano luoghi di solitudine, di dure penitenze e di preghiere. Ciò fece pensarea taluno che le nostre grotte fossero di origine medievale, cioè dovessero rimontare all’epoca dello stabilirsi fra noi dei monaci basiliani.
(Domenico Ridola)
Con la decisiva espansione nel Piano, si posero le premesse per una “citta nuova”, diversa sia nella conformazione ed articolazione degli spazi pubblici… sia nelle caratteristiche architettoniche e tecnico-strutturali dei suoi edifici nei quali, evidentemente, nulla si rifletteva del sofferto ed organico “modus costruendi” ipogeo dei Rioni Sassi.
(Lorenzo Rota)
Il Presidente del Consiglio Zanardelli, nel suo memorabile viaggio in Basilicata del 1902, trovò i Sassi “caratteristici, ma antigienici”, e la legge speciale che seguì al suo viaggio, affrontò il problema sotto l’aspetto del “risanamento” igienico di una realtà che si considerava invece intoccabile sotto l’aspetto socioeconomico generale.
(Lorenzo Rota)
T
“L’uomo delle stelle” fu un film felice, gioioso nella realizzazione. Il set è stato semplice, gioioso, sempre con tutti questi non-attori.
(Giuseppe Tornatore)
