Le video-installazioni
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Lungo la via tre corone, 3d video compositing, 2’, 2009
Il volo di una farfalla accompagna lo sguardo degli osservatori tra case e piazze, grotte e valli rupestri , chiese e facciate, con un ritmo intermittente che attraversa tutto l’abitato. Il viaggio della farfalla parte da una grotta della Murgia (utilizzata come sepolcro di Cristo da Pasolini nel Vangelo secondo Matteo) poi dalla montagna si avvicina al Sasso Caveoso, all’altezza della chiesa rupestre della Madonna dell’Idris, per attraversare poi col suo movimento vibrante il Sasso Barisano; infine arriva al nuovo quartiere moderno Spine Bianche, e si posa su un fiore. Simbolo, nelle antiche mitologie, di metamorfosi e di cambiamento, la farfalla assume il ruolo metaforico di una guida attraverso le trasformazioni che la città ha conosciuto nel corso dei secoli.
Verso Piazza Vittorio Veneto, 3d video compositing, 3’, 2009
La veduta panoramica di Matera si intravede attraverso il lento cadere di una pioggia di fiori, nelle sembianze di un piccolo ramo delle antiche rose canine dipinte più di mille anni fa dal misterioso Pittore dei fiori di Matera per figurare il paradiso terrestre e altre storie del vecchio e nuovo testamento in una chiesa rupestre, la Cripta del peccato originale, detta anche Grotta dei cento Santi.
La Murgia da vico Casalnuovo, 3d video compositing, 2’, 2009
La visione si sposta all’esterno, nei campi segnati dalla geometria discontinua di sentieri che nel video si snodano come rivoli di luce filiforme.
Piazza Duomo, videoinstallazione, loop, 2009
Una grande croce rossa indica una porta della città che in realtà in quel luogo non è mai esistita ma che Pontorno colloca simbolicamente nel punto di cerniera tra il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso; una scelta che fa riferimento al senso dell’intero progetto Matera 2019, che intende porsi come una simbolica “porta sulla città”, e che inizia con queste installazioni.
Ritratti
Un modo diverso di attraversare lo spazio e il tempo del centro urbano si ha con i video che propongono i ritratti di persone che ora vivono nei quartieri nuovi, proiettati sui muri esterni delle loro antiche abitazioni. Eustachio, Tina, Lina e Giovanni sono i protagonisti di un processo storico di migrazione interna alla città stessa, testimonianza di quotidiane vicende rimaste imbrigliate tra palazzi e strade delle antiche mura. Sono presenze visive di donne e uomini che semplicemente stanno lì, immoti, silenziosi; nessuna azione, tranne piccoli gesti quasi impercettibili, gli occhi che si spostano, il respiro, minimi cambiamenti di posizione. I corpi sembrano diventare luoghi, luoghi della memoria. Lo spazio fisico assume la fisionomia di uno spazio vissuto.
Eustachio, vico S. Cesarea, videoinstallazione, 3’ , 2009
Tina, via Rosario, videoinstallazione, 3’, 2009
Lina, via Bruno Buozzi, videoinstallazione, 3’, 2009
Giovanni, via Casale, videoinstallazione, 3’, 2009
